La riunione ministeriale Омс a Cancún: a che punto siamo con l’Agenda dello Sviluppo proposta a Doha?

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Il fallimento del lancio del cosiddetto Millennium Round a Seattle aveva segnato un momento fondamentale nella storia dell’Organizzazione mondiale del commercio (Oмс) e in fondo della stessa diplomazia multilaterale: da quel momento in poi, apparve chiaro a tutti che, a fronte delle forti opposizioni esistenti a un’estensione indiscriminata della liberalizzazione commerciale, era tramontata l’epoca in cui i grandi (USA e UE) potevano imporre l’agenda agli altri. Tali opposizioni derivavano essenzialmente dalla consapevolezza che i benefici della globalizzazione non sono equilibrati: senza meccanismi correttivi e misure ad hoc per i paesi in via di sviluppo, questi ne avrebbero tratto ben pochi vantaggi, a scapito dei loro processi di sviluppo e degli equilibri planetari. A Seattle emerse poi che tale scetticismo nei confronti della liberalizzazione senza limiti era condiviso anche da parti significative delle popolazioni del nord.

L’Agenda per lo Sviluppo di Doha, rubricata a fine 2001, impostò in maniera molto diversa il nuovo ciclo di negoziati commerciali, accentuando gli aspetti in grado di sostenere una maggiore partecipazione al commercio e quindi una maggiore crescita ai paesi del Sud.

La riunione ministeriale di Cancún (10-14 settembre) è chiamata a fare un bilancio a metà strada dei negoziati intrapresi a Doha, la cui conclusione è prevista per il dicembre 2004.

A che punto siamo in tali negoziati? Prendiamo in considerazione gli aspetti principali su cui si centreranno i dibattiti in Messico.

In primo luogo, è stato appena raggiunto, e sarà ratificato a Cancún, un importantissimo accordo relativo alla commercializzazione di farmaci necessari per la lotta contro malattie molto diffuse nei Pvs (AIDS, tubercolosi, malaria). Il raggiungimento di tale accordo è stato molto difficile, ma il tema aveva assunto una tale centralità nell’agenda che sarebbe stato impossibile evitare un fallimento totale a Cancún senza uno sbocco positivo su di esso prima della conferenza. Grazie a tale accordo, i diritti di brevetto su farmaci essenziali nel trattamento di tali malattie, detenuti nella maggior parte dei casi da aziende farmaceutiche americane ed europee, sono sospesi nei paesi in cui l’incidenza di tali malattie è pesante. Aziende locali potranno produrre a prezzo di costo per il mercato nazionale, e anche esportare i farmaci a basso costo in paesi che non dispongano di tale capacità produttiva. La confezione di tale farmaco dovrà però essere dissimile da quella originale e tali prodotti non potranno essere smerciati nei paesi sviluppati, dove le royalties continueranno a valere.

In definitiva, un buon accordo, che permetterà l’accesso a medicine essenziali a milioni di persone per le quali esse erano proibitive.

Un buon esempio di come un foro multilaterale come l’OMC, se ben usato, possa portare a risultati positivi per l’umanità. Siamo proprio al cuore dell’ agenda di Doha!

Da notare che la proposta, d’origine brasiliana e sudafricana, sia stata abbracciata dall’UE sin dagli inizi, e osteggiata sino all’ultimo dall’industria farmaceutica USA, che alla fine ha dovuto cedere.

Scorriamo brevemente gli altri punti dell’agenda:

Agricoltura: un tema chiave. Il commercio agricolo rimane molto meno libero di quello industriale e dei servizi. L’Ue ha presentato delle proposte d’apertura dei mercati compatibili con la recente riforma della PAC (Politica agricola comune). Esse sono sostanziali, ma considerate non sufficienti dai paesi esportatori (Gruppo di Cairns) e dagli USA (a loro volta protezionisti ma seguendo un modello diverso da quello europeo). In discussione l’intero sistema dei sussidi agli agricoltori, soprattutto i sussidi all’esportazione, che dovrebbero sparire alla fine di questo negoziato ma su cui l’Ue è restia a prendere impegni precisi. Il dibattito a Cancún sarà molto vivo soprattutto su questo.

Prodotti industriali: sul tavolo la discussione sulle formule da usare per l’ulteriore riduzione dei dazi industriali, nonché la proposta di liberalizzare completamente il commercio in 7 settori-chiave per i Pvs (tessile, elettronica, gioielleria, cuoio e derivati…).

Servizi: non saranno un punto centrale a Cancún, ma si farà un resoconto delle diverse offerte presentate dagli stati membri.L’UE l’ha già fatto e ha offerto unu’apertura di certi settori (soprattutto alte tecnologie) a professionisti dal resto del mondo, ma non, come alcuni prevedevano, nei settori della sanità e dell’educazione.


Indicazioni geografiche: l’UE, sostenuta da altri, richiede l’estensione della protezione delle denominazioni d’origine al di là degli alcoolici, l’unico settore nel quale essa esista. Sono contro gli esportatori agricoli, tra cui gli USA, che producono prodotti contraffatti. Scarse le possibilità d’accordo a Cancún.

Nuovi temi: sono i cosiddetti temi di Singapore. Si tratta di quattro settori attualmente non coperti da regole dell’Oмс ma fortemente legati al commercio (investimenti, concorrenza, facilitazione commerciale, trasparenza degli appalti pubblici). I paesi sviluppati gradirebbero l’apertura di negoziati tesi alla definizione di un quadro di regole minime multilaterali. Un certo numero di paesi in via di sviluppo teme l’estensione delle competenze OMC e l’ulteriore riduzione del loro spazio di manovra.


Difficile prevedere l’esito delle discussioni a Cancún, probabilmente legato a progressi in altre parti dell’agenda (in primis sull’agricoltura)

Trattamento speciale e differenziato: si tratta della definizione di un pacchetto di regole specifiche a favore dei paesi in via di sviluppo, per aiutarli a inserirsi maggiormente nei circuiti del commercio internazionale, e a partecipare più attivamente all’OMc e al suo sistema di soluzione delle controversie.

Altri saranno gli argomenti all’ordine del giorno, ma quelli elencati sono i principali.

Cancún non conclude il ciclo negoziale, ma è fondamentale che si facciano dei passi avanti nella direzione indicata a Doha. I negoziati commerciali hanno il pregio di poter offrire soluzioni favorevoli a tutti (win-win), ma per questo è necessario negoziare con realismo e talvolta, generosità. Sinora, l’UE ha fatto prova di entrambi, ma ancora molto resta da fare, specie sul tema sensibile dei sussidi agricoli.

Dopo Cancún commenteremo i risultati della conferenza: non è chiaro se i negoziati termineranno davvero nel 2004, ma quello che è certo è che l’OMс è un foro di straordinaria rilevanza, da seguire con attenzione. E quando lo si fa, si scopre che la realtà è molto più ricca e complessa di quanto i fanatici di entrambi i bandi affermino.